NUTRIAID

NUTRIAID

NUTRIAID onlus è un’organizzazione umanitaria indipendente, nata nel 1996, con sede nazionale a Torino, sedi locali in Italia e sedi in ciascuno dei paesi in cui opera: Rwanda, Senegal, Madagascar, Repubblica Democratica del Congo, Somalia. 

NutriAid costruisce, ripristina e coordina centri di riabilitazione nutrizionale intensiva per la lotta contro la malnutrizione acuta e severa e il disequilibrio ponderale cronico nei bambini.

Condividi e Segnala
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • MySpace
  • PDF
  • LinkedIn
  • RSS
Pubblicato da: revellino 23 07 13 Nessun Commento »
Leggi Tutto

Cooperazione internazionale

E’ possibile consultare in questa sezione alcune organizzazioni di cooperazione internazionale censite dalla Commissione dell’OMCeO di Torino. Clicca qui e clicca qui

Condividi e Segnala
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • MySpace
  • PDF
  • LinkedIn
  • RSS
Pubblicato da: revellino 23 07 13 Nessun Commento »
Leggi Tutto

COMUNICAZIONE ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI TORINO

Sostenibilità del Servizio Sanitario
Il 28 giugno 2013 il Presidente Amedeo Bianco ha tenuto la sua relazione nel corso della riunione del Consiglio Nazionale della FNOMCeO.
Ne riassumiamo qui una parte breve e segnaliamo agli iscritti il link dove è possibile scaricare il testo integrale dell’intervento: http://www.fnomceo.it/fnomceo/showItem.2puntOT?id=101273
Il Consiglio ECOFIN dell’UE ha definito l’uscita dell’Italia dalle procedure di deficit eccessivo, questo ci consente di accedere a quote di fondi europei e 5 soprattutto una maggiore agibilità economico-finanziaria, determinante in questa terribile congiuntura per riavviare un processo virtuoso di crescita della economia reale delle imprese e del lavoro per i giovani e i meno giovani espulsi dal lavoro, per sollevare quel disagio materiale e contrastare quella povertà che va reclutando strati sempre più vasti della società, ricostruendo speranze e fiducia nel futuro.
I dati del DEF specifici del settore ci confermano che la nostra sanità ha svolto i compiti a casa; la spesa pubblica del settore relativa al 2012 è in valore assoluto di poco superiore a quella del 2009 con una percentuale di rapporto al PIL in decrescita dello 0,2% (7,1% rispetto al 7,3%).
Per il 2013 è indicata una crescita della spesa sanitaria sul 2012 di circa lo 0,2% mentre dal 2014 al 2017 è indicata una crescita con un tasso medio dell’1,9% a fronte di una contestuale crescita del PIL nominale media del 3,2%.
Questo differenziale porta ad una stima della spesa sanitaria pubblica sul PIL in decrescita raggiungendo nel 2017 il valore del 6,7% che rafforzerebbe la nostra posizione nell’UE 15 tra i Paesi a più bassa spesa in termini percentuali ed assoluti procapite.
Dunque, hanno prodotto risultati sui saldi contabili le dure misure messe in atto dai governi Berlusconi e Monti che, in combinato disposto, hanno previsto nell’arco temporale 2010-2014 secondo diverse stime. un definanziamento pubblico del SSN per cumulativi 25-30 miliardi di euro. E’ opportuno ricordare che nel periodo 2001-2011, il differenziale finanziamento pubblico – spesa sanitaria ha raggiunto cumulativamente la cifra di 40 miliardi, dei quali poco più di 30 sono rimasti a carico dei bilanci regionali.
Questo differenziale finanziamento/spesa è nettamente diminuito nel triennio 2010-2012, più in ragione del rallentamento del trend di crescita della spesa che non dell’incremento del finanziamento pubblico, in significativa correlazione alla attivazione dei piani di rientro per le Regioni in grave disavanzo.
Il recente provvedimento di parziale saldo dei debiti della PA ha previsto l’anticipazione di cassa per circa 14 mld di euro nel biennio 2013 -14 per quelli in conto agli enti del SSN stimati in circa 40 mld. Si tratta di un intervento importante per dare fiato alle imprese del settore e ai servizi oramai allo stremo ma che dà anche la cifra di una condizione economico finanziaria difficile e solo parzialmente risolta.
Vorrei ricordare quanto ormai da più parti, autorevoli e terze, viene detto: il SSN non può sopportare ulteriori politiche di definanziamento pubblico, salvo scontare inaccettabili cadute dell’universalismo e della equità di accesso.
A riguardo è emblematico quanto ufficialmente dichiarato dal Presidente Vasco Errani che, nel rappresentare il pensiero unanime delle Regioni e Province autonome, ha chiesto che il finanziamento dei SSR, erogato nel 2012 pari a 107mld e 880 mln, resti tale anche per il 2013, evitando il taglio netto di 1 miliardo, come da legge di stabilità 2013, e denunciando l’effetto devastante sulla tenuta dei sistemi della previsione, relativa al 2014, di ulteriori 2 miliardi di 6 compartecipazione dei cittadini ai costi delle prestazioni. Non a caso, nonostante annunci, non si sono ancora realizzate le condizioni per stipulare il patto della salute, cioè quella cornice di programmazione delle attività e dei relativi finanziamenti nella quale poter prevedere altresì una revisione dei LEA e affrontare la vexata quaestio delle cure a lungo termine.
Le misure di compartecipazione alla spesa, variamente definite a livello regionale, hanno raggiunto circa i 4 miliardi di euro, favorendo fenomeni di opting out dal sistema pubblico, i ticket sui farmaci sono aumentati del 40%, il 55% degli assistiti paga le visite specialistiche di tasca propria, le prestazioni sanitarie complessive sono diminuite del 20%.
Le Regioni, in piano di rientro, hanno portato al massimo le aliquote IRPEF regionali, tanto che l’aliquota media regionale è passata dall’1,19% all’1,49% che, aggiungendosi agli altri tributi regionali (IRAP, immatricolazioni etc.), ha portato a oltre 4 miliardi il prelievo complessivo diretto per la sanità. Una cifra che emblematicamente si avvicina a quella dell’IMU prima casa.
Il CENSIS, in una rilevazione del 2012 sulla soddisfazione globale per i servizi offerti dal SSN, ci consegna un dato preoccupante: al centro-sud oltre un terzo dei cittadini denuncia un peggioramento dei livelli di servizio e una quota prossima al 60% li giudica inadeguati.
Non mancano anche al nord percentuali significative che denunciano un peggioramento (circa il 18%) e un’insoddisfazione (circa il 20%).
Uno stress civile e sociale che ha superato il limite di guardia e a cui fanno fronte centinaia di migliaia di professionisti della salute sospesi ormai da anni in un clima d’incertezza economica e professionale e vale la pena ricordare che le Camere stanno discutendo la conversione in legge del Decreto che blocca a tutto il 2014 non solo contratti e convenzioni ma anche le retribuzioni individuali ai valori del 2010 nonostante questi istituti siano finanziati con fondi contrattuali, il cui diverso utilizzo non comporta incrementi di spesa.
Gli ultimi dati di spesa ci dicono che quella relativa al personale dipendente ha registrato un calo percentuale di circa il 4% sul complesso della spesa sanitaria e tale riduzione è solo in parte relativa ad un rallentamento del turn-over.
Molti, troppi di questi professionisti che il conto consuntivo dello Stato stima nel 2011 tra i 35-40 mila di cui almeno 8.000 medici sono con rapporto a tempo determinato senza contare altre forme di precarietà che raggiungono punte altissime in settori nevralgici dell’assistenza in alcune Regioni”

 

Condividi e Segnala
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • MySpace
  • PDF
  • LinkedIn
  • RSS
Pubblicato da: revellino 11 07 13 Nessun Commento »
Leggi Tutto

AVVISO DI SELEZIONE PER TUTOR VALUTATORI PER LO SVOLGIMENTO DELLA PROVA PRATICA DEI LAUREATI CANDIDATI ALL’ESAME DI STATO ABILITANTE ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI MEDICO-CHIRURGO

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Torino ha sottoscritto una Convenzione con l’Università di Torino per gli adempimenti previsti dal Regolamento concernente gli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo modificato con decreto n. 445 del 19 ottobre 2001 e pubblicato sulla G.U. n. 299 del 27 dicembre 2001 e reso applicativo dall’Ordinanza ministeriale del 23 febbraio 2004.

Le sopra citate norme prevedono che l’esame di Stato di abilitazione alla professione consista in una prova pratica e in una prova scritta. Alla prova scritta si accede solo dopo il superamento di una prova pratica a carattere continuativo consistente in una prova clinica pratica della durata complessiva di tre mesi articolati in un mese svolto presso un reparto di medicina, un mese presso un reparto di chirurgia e per un mese presso un medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale e realizzati, dopo il conseguimento della laurea (art. 1 DM 19.10.2001, n. 445).

Condividi e Segnala
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • MySpace
  • PDF
  • LinkedIn
  • RSS
Pubblicato da: revellino 08 07 13 Nessun Commento »
Leggi Tutto

“VOLTARE PAGINA” …Pagine per parlare di disabilità e disagio

“Voltare Pagina” è un progetto culturale che intende parlare di disabilità attraverso pagine che la
raccontano, la spiegano e la mettono al centro dell’attenzione sociale. È un’iniziativa voluta e promossa dall’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della provincia di Torino che già da due anni ha attivato un network di comunicazione con le associazioni di malati, volontari e familiari per mettere insieme e confrontare le esperienze di aiuto maturate sul territorio e condividere domande, problemi e potenzialità. In altre parole è un tentativo di costruire insieme una nuova mappa della solidarietà ma anche una rete di informazione in cui far circolare conoscenze, competenze e cultura. L’Ordine dei Medici di Torino apre quindi le sue porte alle associazioni per diventare anche un polo culturale e di ricerca sul campo. L’obiettivo è creare una “serra creativa” di una nuova cultura su disagio e fragilità.

PROGRAMMA

Condividi e Segnala
  • Facebook
  • Twitter
  • Google Bookmarks
  • Add to favorites
  • MySpace
  • PDF
  • LinkedIn
  • RSS
Pubblicato da: revellino 29 05 13 Nessun Commento »
Leggi Tutto