Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro: serata benefica con Gianluigi Buffon e Paolo Rossi

Segnaliamo in allegato il comunicato di una singolare serata benefica (27 settembre prossimo – Auditorium della Rai di Torino) tra calcio e musica classica, con Gianluigi Buffon e il campione del Mondo Paolo Rossi che diventeranno i narratori delle loro imprese più belle, alternandosi con brani di musica classica suonati da un grande violoncellista.
La serata è organizzata dalla Fondazione Piemontese per la Ricerc sul Cancro, presieduta da Allegra Agnelli, e dalla Fondazione Vialli&Mauro.

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COMUNICAZIONE ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI TORINO

Sostenibilità del Servizio Sanitario
Il 28 giugno 2013 il Presidente Amedeo Bianco ha tenuto la sua relazione nel corso della riunione del Consiglio Nazionale della FNOMCeO.
Ne riassumiamo qui una parte breve e segnaliamo agli iscritti il link dove è possibile scaricare il testo integrale dell’intervento: http://www.fnomceo.it/fnomceo/showItem.2puntOT?id=101273
Il Consiglio ECOFIN dell’UE ha definito l’uscita dell’Italia dalle procedure di deficit eccessivo, questo ci consente di accedere a quote di fondi europei e 5 soprattutto una maggiore agibilità economico-finanziaria, determinante in questa terribile congiuntura per riavviare un processo virtuoso di crescita della economia reale delle imprese e del lavoro per i giovani e i meno giovani espulsi dal lavoro, per sollevare quel disagio materiale e contrastare quella povertà che va reclutando strati sempre più vasti della società, ricostruendo speranze e fiducia nel futuro.
I dati del DEF specifici del settore ci confermano che la nostra sanità ha svolto i compiti a casa; la spesa pubblica del settore relativa al 2012 è in valore assoluto di poco superiore a quella del 2009 con una percentuale di rapporto al PIL in decrescita dello 0,2% (7,1% rispetto al 7,3%).
Per il 2013 è indicata una crescita della spesa sanitaria sul 2012 di circa lo 0,2% mentre dal 2014 al 2017 è indicata una crescita con un tasso medio dell’1,9% a fronte di una contestuale crescita del PIL nominale media del 3,2%.
Questo differenziale porta ad una stima della spesa sanitaria pubblica sul PIL in decrescita raggiungendo nel 2017 il valore del 6,7% che rafforzerebbe la nostra posizione nell’UE 15 tra i Paesi a più bassa spesa in termini percentuali ed assoluti procapite.
Dunque, hanno prodotto risultati sui saldi contabili le dure misure messe in atto dai governi Berlusconi e Monti che, in combinato disposto, hanno previsto nell’arco temporale 2010-2014 secondo diverse stime. un definanziamento pubblico del SSN per cumulativi 25-30 miliardi di euro. E’ opportuno ricordare che nel periodo 2001-2011, il differenziale finanziamento pubblico – spesa sanitaria ha raggiunto cumulativamente la cifra di 40 miliardi, dei quali poco più di 30 sono rimasti a carico dei bilanci regionali.
Questo differenziale finanziamento/spesa è nettamente diminuito nel triennio 2010-2012, più in ragione del rallentamento del trend di crescita della spesa che non dell’incremento del finanziamento pubblico, in significativa correlazione alla attivazione dei piani di rientro per le Regioni in grave disavanzo.
Il recente provvedimento di parziale saldo dei debiti della PA ha previsto l’anticipazione di cassa per circa 14 mld di euro nel biennio 2013 -14 per quelli in conto agli enti del SSN stimati in circa 40 mld. Si tratta di un intervento importante per dare fiato alle imprese del settore e ai servizi oramai allo stremo ma che dà anche la cifra di una condizione economico finanziaria difficile e solo parzialmente risolta.
Vorrei ricordare quanto ormai da più parti, autorevoli e terze, viene detto: il SSN non può sopportare ulteriori politiche di definanziamento pubblico, salvo scontare inaccettabili cadute dell’universalismo e della equità di accesso.
A riguardo è emblematico quanto ufficialmente dichiarato dal Presidente Vasco Errani che, nel rappresentare il pensiero unanime delle Regioni e Province autonome, ha chiesto che il finanziamento dei SSR, erogato nel 2012 pari a 107mld e 880 mln, resti tale anche per il 2013, evitando il taglio netto di 1 miliardo, come da legge di stabilità 2013, e denunciando l’effetto devastante sulla tenuta dei sistemi della previsione, relativa al 2014, di ulteriori 2 miliardi di 6 compartecipazione dei cittadini ai costi delle prestazioni. Non a caso, nonostante annunci, non si sono ancora realizzate le condizioni per stipulare il patto della salute, cioè quella cornice di programmazione delle attività e dei relativi finanziamenti nella quale poter prevedere altresì una revisione dei LEA e affrontare la vexata quaestio delle cure a lungo termine.
Le misure di compartecipazione alla spesa, variamente definite a livello regionale, hanno raggiunto circa i 4 miliardi di euro, favorendo fenomeni di opting out dal sistema pubblico, i ticket sui farmaci sono aumentati del 40%, il 55% degli assistiti paga le visite specialistiche di tasca propria, le prestazioni sanitarie complessive sono diminuite del 20%.
Le Regioni, in piano di rientro, hanno portato al massimo le aliquote IRPEF regionali, tanto che l’aliquota media regionale è passata dall’1,19% all’1,49% che, aggiungendosi agli altri tributi regionali (IRAP, immatricolazioni etc.), ha portato a oltre 4 miliardi il prelievo complessivo diretto per la sanità. Una cifra che emblematicamente si avvicina a quella dell’IMU prima casa.
Il CENSIS, in una rilevazione del 2012 sulla soddisfazione globale per i servizi offerti dal SSN, ci consegna un dato preoccupante: al centro-sud oltre un terzo dei cittadini denuncia un peggioramento dei livelli di servizio e una quota prossima al 60% li giudica inadeguati.
Non mancano anche al nord percentuali significative che denunciano un peggioramento (circa il 18%) e un’insoddisfazione (circa il 20%).
Uno stress civile e sociale che ha superato il limite di guardia e a cui fanno fronte centinaia di migliaia di professionisti della salute sospesi ormai da anni in un clima d’incertezza economica e professionale e vale la pena ricordare che le Camere stanno discutendo la conversione in legge del Decreto che blocca a tutto il 2014 non solo contratti e convenzioni ma anche le retribuzioni individuali ai valori del 2010 nonostante questi istituti siano finanziati con fondi contrattuali, il cui diverso utilizzo non comporta incrementi di spesa.
Gli ultimi dati di spesa ci dicono che quella relativa al personale dipendente ha registrato un calo percentuale di circa il 4% sul complesso della spesa sanitaria e tale riduzione è solo in parte relativa ad un rallentamento del turn-over.
Molti, troppi di questi professionisti che il conto consuntivo dello Stato stima nel 2011 tra i 35-40 mila di cui almeno 8.000 medici sono con rapporto a tempo determinato senza contare altre forme di precarietà che raggiungono punte altissime in settori nevralgici dell’assistenza in alcune Regioni”

 

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AVVISO DI SELEZIONE PER TUTOR VALUTATORI PER LO SVOLGIMENTO DELLA PROVA PRATICA DEI LAUREATI CANDIDATI ALL’ESAME DI STATO ABILITANTE ALL’ESERCIZIO DELLA PROFESSIONE DI MEDICO-CHIRURGO

L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Torino ha sottoscritto una Convenzione con l’Università di Torino per gli adempimenti previsti dal Regolamento concernente gli esami di Stato di abilitazione all’esercizio della professione di medico-chirurgo modificato con decreto n. 445 del 19 ottobre 2001 e pubblicato sulla G.U. n. 299 del 27 dicembre 2001 e reso applicativo dall’Ordinanza ministeriale del 23 febbraio 2004.

Le sopra citate norme prevedono che l’esame di Stato di abilitazione alla professione consista in una prova pratica e in una prova scritta. Alla prova scritta si accede solo dopo il superamento di una prova pratica a carattere continuativo consistente in una prova clinica pratica della durata complessiva di tre mesi articolati in un mese svolto presso un reparto di medicina, un mese presso un reparto di chirurgia e per un mese presso un medico di medicina generale convenzionato con il Servizio sanitario nazionale e realizzati, dopo il conseguimento della laurea (art. 1 DM 19.10.2001, n. 445).

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COMUNICAZIONE ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI TORINO

COMUNICAZIONE ORDINE DEI MEDICI CHIRURGHI  E ODONTOIATRI DELLA PROVINCIA DI TORINO

Indice nazionale degli indirizzi di posta elettronica certificata (INI – PEC) delle imprese e dei professionisti

 Si informano gli iscritti che è stato pubblicato, sulla Gazzetta Ufficiale n. 83 del 9 aprile 2013, il D.M. 19 marzo 2013.

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COMUNICAZIONE OMCeO TORINO: IL CASO STAMINA

COMUNICAZIONE OMCeO TORINO: IL CASO STAMINA

Il Comitato Centrale dellaFederazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri (FNOMCeO) è intervenuto nel dibattito – scientifico, politico, culturale – aperto “Caso Stamina”.
Il Senato infatti chiamato a trasformare in legge il decreto Balduzzi ha detto prima di no al Ministro respingendo il carattere di urgenza del decreto (vedi) e (vedi) ma poi il 10 aprile scorso il testo è stato approvato dal Senato (vedi). Di seguito la nota rilasciata dalla FNOMCeO

Se è vero che il fine della Medicina, soprattutto in tempi di straordinarie prospettive scientifiche e biotecnologiche, è perseguire il bene della Persona nel rispetto dei suoi diritti fondamentali, è irrealistico immaginare che tale obiettivo possa essere conseguito da una Scienza medica che resti lontana e indifferente alle speranze e alle sofferenze che ancora non trovano risposte.
Ma è altrettanto vero che – nella tumultuosa evoluzione della ricerca e della medicina applicata – le speranze di tanti diventano certezze per tutti solo quando una rigorosa e trasparente metodologia scientifica abbia sperimentato prima, e introdotto nella pratica clinica poi, innovazioni diagnostiche e terapeutiche di comprovata efficacia e sicurezza.
Questo inscindibile e ineludibile legame tra speranze delle persone ed evidenze della scienza è tanto più stretto quanto più si intendono affermare – in una Sanità che sia per tutti e di tutti – i principi di equità di accesso e universalismo dei destinatari: solo in questo scenario la libertà di cura diventa un diritto esigibile.
La ricerca scientifica e la pratica della Medicina non sono né devono essere interpretate come “palazzi ciechi e sordi” alla speranza e alla sofferenza, ma come luoghi e soggetti di sviluppo delle conoscenze, di costruzione di nuovi strumenti di diagnosi e cura, che strappano all’ignoto non brandelli di verità assoluta ma evidenze utili a contrastare malattie, ancora orfane di trattamenti efficaci.
La nostra opera professionale ogni giorno e su ogni persona si misura con questo intreccio tra speranze ed evidenze, tra prossimità al malato e rispetto delle buone pratiche cliniche.
Riteniamo altresì che questo sia il vero nucleo forte di quella Alleanza terapeutica che diviene il punto di sintesi tra la libertà di cura e il diritto a trattamenti sicuri ed efficaci, anche per chi, nella disperazione, continua a coltivare legittime speranze”.

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